Essere architetti oggi: Anna Maria Scevola

Annamaria Scevola, noto architetto italiano, sembra aver preso come ispirazione del suo lavoro le parole di Adolf Loos. Il pioniere austriaco dell’architettura moderna sosteneva che un professionista deve essere consapevole dell’indirizzo da dare all’architettura e del ruolo che le compete nella società.

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Annamaria Scevola ha conquistato un ruolo da protagonista nel suo campo, indirizzando e proponendo un nuovo modo di intendere la sua professione. Progetti specifici e calibrati sul singolo cliente la rendono protagonista del moderno sguardo architettonico: interpreti e fautori di un unicum e non mere repliche di elementi e strutture.

Uno sguardo alla sede dello studio CLS, dove collabora con i colleghi Locatelli, Cornelio ed Agrati, dimostra l’ingegno e l’importanza data anche ai più piccoli particolari. Lo studio, fondato nel 1993, si trova a Milano in una chiesa barocca sconsacrata. Il recupero e il mantenimento degli affreschi originari e degli elementi originali della chiesa sono stati integrati con l’inserzione dell’acciaio e di elementi in vetro. Collaborazioni eccellenti costellano il suo percorso. Una delle più note è la realizzazione di quindici stores, dislocati in tutto il mondo, per il famoso stilista americano Michael Kors. Annamaria Scevola collabora attivamente con aziende per la progettazione di nuovi edifici commerciali quali negozi o showroom o per il recupero di strutture preesistenti. Le soluzioni che propone sono di ampio respiro, innovative e nel pieno rispetto della eco sostenibilità.
Essere architetti oggi è una sfida da vincere su più fronti. La Scevola ha ben presente questo concetto e lo trasferisce nella continua ricerca di uno stile moderno e di un design innovativo ma funzionale e soprattutto senza inutili sovrastrutture. Oggi l’architettura parla un nuovo linguaggio. È un’arte di frontiera (come sostiene Renzo Piano), un’arte corsara che attinge a piene mani dalla realtà. La Scevola ne è una fervida sostenitrice perché i suoi recuperi sono frutto di un attento studio del mondo circostante. Accenti, colori e forme innovative sono gli strumenti che utilizza per i suoi progetti.

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La sua carriera è caratterizzata anche da incursioni nel mondo dell’editoria. Nel 1998, per conto dell’editore Archivolto, viene pubblicato “Prodotto industriale contemporaneo-Contemporary italian product design”, scritto a quattro mani con San Pietro Silvio. La Scevola offre al lettore un’indagine approfondita ed esaustiva sul ruolo del design e il suo inserimento all’interno dello sviluppo industriale contemporaneo. La peculiarità del testo risiede proprio nell’indagine a tutto tondo sul ruolo specifico del design dal mondo del lavoro a quello più ludico con un’attenzione a oggetti e strutture che permettono di semplificare la vita e la comunicazione. Oggetti trasportabili in viaggio, oggetti per il fitness: gli aspetti della realtà sono scandagliati dall’occhio professionale dei due autori.
Il testo “Urban Interiors. Made in italy”, edito nel 2000, vede rinnovata la collaborazione tra i due colleghi. Un racconto dell’esperienza maturata nel campo del design d’interni e una riflessione sul suo ruolo nell’epoca post moderna.

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Nel 2005 la Scevola è unica autrice del libro “Rosanna Monzini. La casa alla milanese”. Un testo elaborato che costituisce un’autentica riflessione relativa alla scena progettuale milanese. Un fil rouge che lega l’architettura d’interni alla figura di Rosanna Monzini, architetto originario del capoluogo lombardo, consulente per Croff e la Rinascente. Una scena tutta al femminile dove Annamaria Scevola interpreta il lavoro della sua illustre collega, ponendo l’accento sulla modernità e il grande ingegno della Monzini.

L’attività di Annamaria Scevola è entrata in contatto molteplici volte con il design e il recupero di zone commerciali. Fautrice di una seconda vita degli edifici, conta numerose collaborazioni con brand commerciali internazionali. L’attenzione riservata a questo aspetto del suo lavoro si è concretizzata nell’uscita di un altro volume realizzato con San Pietro Silvio. Esce nel 2005, per conto dell’editore Archivolto nella collana Best Interior Selection, il testo “New bars, cafés & pubs in Italy”. Nero su bianco, viene narrato l’istinto progettuale e l’esperienza sviluppata dai due autori riguardo il design di caffetterie, pub e bar.
Annamaria Scevola è il nuovo linguaggio dell’architettura italiana. È fautrice di un’esperienza a tutto tondo tra radici forti che si nutrono di tradizioni e uno sguardo aperto, curioso e fruitore del mondo nella sua globalità. È la nuova progettualità italiana che si fa strada con successo in campo internazionale.

 

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  1. Architetto online

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